Casa Batlló a Barcellona: i restauri e il genio di Gaudí in Spagna

Casa Batlló a Barcellona: i restauri e il genio di Gaudí in Spagna
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Tra architettura modernista e recenti restauri: la nuova vita di Casa Batlló

Simbolo indiscusso del Modernismo catalano e capolavoro visionario firmato da Antoni Gaudí, Casa Batlló nel cuore di Barcellona continua a rinnovarsi. Tra recenti interventi di restauro conservativo e installazioni tecnologiche all’avanguardia, l’opera unisce la tutela della memoria storica a un’esperienza culturale senza precedenti.

La storia di Casa Batlló

Dalla visione rivoluzionaria di Antoni Gaudí al riconoscimento di Patrimonio Mondiale UNESCO, Casa Batlló racconta oltre un secolo di storia, creatività e conservazione. È proprio questo percorso che ha dato vita a un importante progetto di restauro, capace di riportare alla luce elementi originali dell’edificio, preservandone l’identità e aprendo un dialogo tra architettura, cultura e innovazione.

Passeggiando lungo il Passeig de Gràcia, la strada che un tempo conduceva alla Vila de Gràcia, al civico numero 43 si staglia uno degli edifici più caratteristici e iconici di Barcellona: Casa Batlló. Alla sua nascita, è stata simbolo della rivoluzione urbanistica che, dal 1860, stava interessando il Passeig de Gràcia, punto di snodo principale del nuovo assetto della capitale catalana nonché residenza delle famiglie più illustri della città. Ora, invece, è un’affascinante e popolare opera d’arte, testimonianza del genio creativo di Antoni Gaudí. 

Originariamente, l’edificio fu costruito nel 1877 da Emili Sala Cortés, uno dei professori di architettura di Gaudí, ma solo dopo la ristrutturazione completa, avvenuta tra il 1904 e il 1906, su incarico dell’industriale tessile Josep Batlló e ad opera di Gaudí, la struttura si trasformò nel capolavoro di Modernismo che conosciamo oggi. Insieme alle opere progettate da Josep Puig i Cadafalch, Lluís Domènech i Montaner, Enric Sagnier e Marceliano Coquillat, fa parte del cosiddetto “Manzana de la Discordia”, il blocco di edifici situato nel Passeig de Gràcia che conserva gli esempi più importanti del Modernismo catalano. 

Dopo vari passaggi di proprietà tra diverse imprese e privati, negli anni ’90 è la famiglia Bernat ad assumerne la gestione e ad avviare nel 1993 un programma di conservazione senza precedenti, cercando di recuperare una struttura inevitabilmente segnata dal tempo. Per preservare e valorizzare quest’edificio, dichiarato nel 2005 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, i Bernat hanno sempre seguito un unico obiettivo: scegliere opere di restauro e rifacimento che non si limitassero solo a preservare l’architettura originaria, ma che riuscissero anche a creare un legame di appartenenza con le nuove generazioni.

La dimostrazione di questa visione è nell’ambizioso ciclo di restauri, eseguito tra il 2018 e il 2026 con un investimento di oltre 20 milioni di euro, che è stato caratterizzato da una vera e propria ricerca archeologica volta a recuperare gli elementi originali, tra cui la luminosità e il colore, ideati da Gaudí.

Casa Batlló
Restauro del Piano Nobile nel 2019. Casa Batlló – Fotografia di Casa Batlló

Uno dei momenti più importanti di questo viaggio verso le origini è stato il restauro integrale della facciata posteriore e del cortile privato, svelati ai visitatori e agli appassionati nel 2025. Per decenni, infatti, diverse stratificazioni di vernice crema avevano alterato completamente la visione originaria della parte posteriore dell’edificio. Solo dopo un’attenta opera di rimozione dei restauratori, si è scoperto che il colore con cui era stata concepita la facciata era nero: una scelta in linea con i motivi floreali di Casa Batlló e che, grazie a questo ripristino, possono spiccare nuovamente, così come nelle intenzioni di Gaudí nel 1906.

Anche per il cortile, un tempo oasi di pace della famiglia Batlló, è stato fatto un grande lavoro di ripristino: attraverso preziose foto d’epoca, è stata ricostruita la pavimentazione, un complesso mosaico Nolla di 85.000 pezzi, e ricreati elementi perduti come le fioriere e la pergola parabolica ricoperta di erica. Un lavoro reso possibile grazie anche all’uso della tecnologia, come l’impiego di visori di realtà aumentata e scansioni 3D che hanno permesso l’eliminazione di tutti gli elementi impropri accumulatesi negli anni.

Casa Batlló
Prima e dopo della facciata posteriore. Casa Batlló. Fotografia di Claudia Maurino

Il culmine di questo percorso di restauro è arrivato quando, lo scorso maggio, è stata riaperta e resa accessibile ai visitatori la Tercera Planta, l’ultima residenza originale dell’edificio, dimostrazione della concezione di vita domestica dell’architetto catalano. Per oltre un secolo è rimasta intatta e abitata dai discendenti della famiglia Battló, ma senza una vera e propria opera di manutenzione che la salvasse dall’incuria del tempo. Come per la facciata posteriore, il restauro curato dall’architetto Xavier Villanueva ha seguito un approccio stratigrafico, rimuovendo strati di pittura per scoprire decorazioni floreali nascoste, soffitti ondulati e altre opere murarie e decorative.

Tra queste, spiccano una manigliadisegnata dallo stesso Gaudí, un dettaglio che aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza della sua attenzione maniacale per l’ergonomia, e le porte che risalgono addirittura al preesistente edificio del 1877, a testimonianza di una sensibilità per il riciclo, totalmente inedita per l’epoca. Ma una casa non sarebbe tale senza gli arredi e così, per far rivivere la funzione originaria di questa parte di Casa Batlló, è stata coinvolta la designer italiana Paola Navone che ha scelto arredi artigianali e oggetti carichi di storia con il fine di restituire ai visitatori la percezione di piena fruibilità di questi spazi, esattamente come è stato in passato.

Casa Batlló
Processo di restauro del Terzo Piano. Casa Batlló. Fotografia di Casa Batlló

Però, l’impegno della famiglia Bernat va oltre il restauro dei materiali e delle architetture. Come ricorda Gary Gautier, CEO di Casa Batlló, una casa è viva perché evolve con i suoi proprietari e con le esigenze del tempo. Proprio per questo, nel 2021, è stata inaugurata un’esperienza immersiva, che combina l’Intelligenza Artificiale e il machine learning, elaborando milioni di dati tra disegni e manoscritti. Il risultato, premiato come migliore esperienza culturale al mondo, sono le installazioni del Gaudí Dôme, una sala immersiva composta da oltre 1.000 schermi, e il Gaudí Cube, il primo cubo LED a sei facce al mondo, che ripercorrono la vita, le ispirazioni e la concezione artistica di Antoni Gaudí.

Casa Batlló
Salone del Terzo Piano. Casa Batlló. Fotografia di Maria Algara

Con oltre un milione di visitatori l’anno, Casa Batlló è l’esempio internazionale di come un monumento possa essere contemporaneamente custode della memoria ed esempio di innovazioni artistiche e tecnologiche. Dalle migliaia di rose che coprono la facciata per Sant Jordi alle installazioni di artisti contemporanei come Refik Anadol e Kengo Kuma, l’eredità di Gaudí continua a essere più viva che mai. Grazie alla visione della famiglia Bernat, quest’edificio non è più solo una struttura da ammirare, ma è un’esperienza dinamica da vivere dall’interno, capace di coinvolgere ed emozionare chiunque scelga di visitarla.

Casa Batlló
Gaudí Cube. Casa Batlló. Fotografia di Casa Batlló

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Fonte: National Geographic Italia – nationalgeographic.it – nationalgeographic.com – @2023 GEDI PERIODICI E SERVIZI S.P.A Torino per NATIONAL GEOGRAPHIC PARTNERS, LLC 

Foto in evidenza: Casa Batlló di Anibal Trejo

Redazione

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