Serengeti: la Grande Migrazione degli Gnu che ogni anno ridisegna la savana della Tanzania
Serengeti e la più imponente migrazione di mammiferi al mondo: un viaggio guidato da pioggia e istinto!
Sotto un cielo immenso che sembra sfiorare l’erba dorata, il Serengeti respira. È un polmone verde che pulsa al ritmo antico delle piogge e del sole, un luogo dove il tempo si misura in mandrie che si estendono fino all’orizzonte. Qui non esiste silenzio: il vento porta sempre il rumore sordo di zoccoli lontani, il richiamo degli uccelli e l’attesa carica di un evento ciclico che da millenni riscrive la geografia stessa della savana.
Quando la Grande Migrazione ha inizio, il Serengeti non è più solo un parco: diventa un palcoscenico vivente, immenso e selvaggio, dove la vita si muove in massa seguendo un istinto più forte di ogni confine.
Ogni primavera, milioni di gnu intraprendono un viaggio di 800 chilometri guidati da pioggia, erba e dall’istinto di sopravvivenza. Insieme a loro, anche zebre e gazzelle compiono questo percorso.
È la più grande migrazione di grandi animali sulla Terra
Con l’avvicinarsi della siccità primaverile, milioni di gnu, zebre e gazzelle si preparano a un viaggio di andata e ritorno di oltre 800 km, quasi senza sosta, seguendo la pioggia e i tappeti erbosi nel Serengeti. Sebbene la migrazione avvenga tutto l’anno, è in primavera che ha inizio il movimento di massa di così tanti erbivori, dalla parte meridionale della Tanzania al Masai Mara in Kenya, a nord.
“Tutte queste specie fanno parte di un meraviglioso quadro in continua evoluzione, alimentato dall’alternarsi di piogge e siccità”, afferma T. Michael Anderson, National Geographic Explorer. “È uno spettacolo che non smette mai di lasciarmi senza fiato”.
Sebbene nella grande migrazione siano coinvolte decine di specie, lo gnu, con il suo pelo arruffato e le corna, rappresenta il cuore pulsante del movimento.
Spesso con i cuccioli neonati al seguito, gli gnu adulti si stringono in branco e trotterellano insieme in un’epica ricerca per brucare l’erba più fresca della stagione. Davanti a loro si snoda un viaggio all’insegna tanto dell’istinto quanto dell’incertezza, dove predatori, siccità e fiumi mutevoli assicurano che non esistano due attraversamenti del Serengeti uguali.

FOTOGRAFIA DI CHARLIE HAMILTON JAMES, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTION
Come inizia la Grande Migrazione primaverile in Africa
La volontà di sopravvivenza è ciò che guida la migrazione. Le stagioni secche e umide nel Serengeti determinano dove cresceranno le piante nutrienti da cui dipendono gli erbivori, e questi ultimi seguono effettivamente i luoghi in cui le piante crescono meglio.
Tra gennaio e aprile gli gnu si radunano nella parte meridionale di quello che oggi è il Parco nazionale del Serengeti per partorire. I neonati hanno il tempo di trovare il loro equilibrio e di stare al passo con il branco mentre gli gnu si nutrono abbondantemente di vegetazione prima che la stagione secca annuale rallenti la crescita delle enormi quantità di piante da cui dipendono i mammiferi.
E sono molti i mammiferi che dipendono da questa vegetazione. In un anno possono nascere mezzo milione di piccoli, mentre gli gnu adulti in queste mandrie sono più del doppio: in totale se ne contano ben 1,3 milioni. Nel frattempo, più di 200.000 zebre si nutrono nella stessa prateria, insieme a oltre 400.000 gazzelle di Thomson. Quasi due milioni di animali erbivori in cerca di cibo tutti insieme. Finché non comincia a scarseggiare.
“Probabilmente gli gnu preferirebbero rimanere nelle pianure del Serengeti tutto l’anno, perché l’erba è di ottima qualità e ricca di energia”, afferma Andersen. “Ma non possono farlo perché, alla fine della stagione delle piogge, la crescita dell’erba rallenta e alla fine si arresta”, aggiunge.
L’arresto della crescita crea competizione tra i mammiferi erbivori per ogni boccone.
Gli equidi sono i primi a sentire la pressione della concorrenza. Una zebra adulta pesa oltre 220 kg, circa 50 kg in più di uno gnu adulto, il che significa che ha bisogno di più cibo per alimentare il proprio corpo. Alla ricerca di erba non troppo brucata dagli gnu, che li superano di numero di oltre cinque volte, le zebre iniziano a spostarsi verso nord per prime.
Gli gnu – dopo aver esaurito le migliori risorse alimentari nel Serengeti meridionale in questo periodo – seguono solitamente il percorso verso nord nel giro di meno di quattro giorni. Quando 1,3 milioni di gnu si mettono in marcia, la Grande Migrazione entra nel vivo.

FOTOGRAFIA DI FRANS LANTING, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTION
Il viaggio degli gnu attraverso il Serengeti
Gli gnu non sono soli nel loro viaggio. Zebre e gazzelle compiono il lungo percorso di andata e ritorno proprio accanto alle mandrie di gnu.
Gli zoologi sono rimasti perplessi dal ricorrente ordine della migrazione del Serengeti. “I meccanismi della migrazione hanno sempre lasciato perplessi gli scienziati a causa delle dimensioni e della portata dei loro spostamenti”, afferma Andersen.
Alcuni esperti avevano in passato ipotizzato che zebre, gnu e gazzelle viaggino in branco per proteggersi a vicenda dai predatori. Più grande è il branco, minori sono le probabilità che un singolo esemplare venga catturato. E più occhi sono all’erta, maggiore è la probabilità che gli erbivori individuino un predatore prima che questo abbia il tempo di balzare fuori.
Tuttavia, quando Andersen e i suoi colleghi hanno analizzato le foto scattate dalle fototrappole, gli gnu sono apparsi insieme a una delle due specie solo nel 5% circa dei casi. Anche le foto delle zebre e delle gazzelle hanno mostrato una sovrapposizione ancora minore, con ciascuna specie che si manteneva per lo più isolata lungo il percorso migratorio.
Le tre specie erbivore non si raggruppavano per proteggersi a vicenda dai carnivori, ma si seguivano a vicenda in una processione determinata dalle piante che ciascuna specie preferisce mangiare.
“Gli gnu falciano l’erba rendendo più accessibili le piante erbacee di alta qualità, come i denti di leone o il trifoglio”, spiega Andersen. Questo rappresenta un vantaggio per le centinaia di migliaia di gazzelle che seguono gli gnu, le quali traggono beneficio anche dall’erba più nutriente che ricresce sulla scia degli gnu.
Per gli gnu in migrazione, il fuoco rappresenta un pericolo ben più grave dei predatori dai denti affilati. Negli anni di siccità, gli incendi possono esporre gli individui a un rischio maggiore di morire di fame, soprattutto se gli incendi primaverili distruggono l’ultima vegetazione dell’anno e mancano ancora mesi alle piogge che la rigenerano. A seconda delle annate, il fuoco può ridurre in cenere la vegetazione su aree che si estendono fino a 500 km quadrati.
I grandi incendi costringono inoltre gnu e zebre a consumare più energia nel tentativo di trovare cibo a sufficienza. Se il terreno è troppo secco e si verificano incendi nei mesi che precedono la migrazione, l’intero processo viene interrotto poiché la fonte di cibo necessaria agli gnu per il viaggio verso nord viene distrutta.
Quasi ogni anno, tuttavia, le immense mandrie seguono senza esitazione il tappeto verde verso nord. E non si attardano affatto: dalla partenza in aprile, gli animali continuano a marciare senza sosta per tutto maggio, giugno e l’inizio di luglio.
Entro agosto, gli erbivori raggiungono le rigogliose praterie della Riserva Nazionale Masai Mara in Kenya. Gli animali continuano a pascolare lì fino a quando le piogge ricominciano a cadere sull’ecosistema del Serengeti in ottobre, stimolando una nuova crescita dal terreno arido. Gli gnu e gli altri erbivori fanno dietrofront e seguono la nuova vegetazione verso sud.

FOTOGRAFIA DI MICHAEL NICHOLS, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTION
Come vivere la Grande Migrazione degli gnu
La migrazione del Serengeti è un fenomeno di proporzioni davvero immense che si svolge tra due paesi. Inoltre, gli animali non seguono un calendario rigido. Le piogge, gli incendi e altre condizioni possono modificare il momento e il luogo esatti in cui i mammiferi si spostano. Nel 2014, ad esempio, piogge inaspettatamente abbondanti hanno fornito così tanto nutrimento nella parte meridionale del Serengeti che gran parte della mandria di gnu ha rinunciato al viaggio per nutrirsi delle piante rigogliose dove già si trovava.
Visitare il Serengeti meridionale, tra dicembre e maggio, vi permetterà di osservare le mandrie di erbivori mentre si radunano, partoriscono e si preparano al viaggio. Tra maggio e luglio si sposteranno poi in un’area chiamata “Corridoio occidentale”, confluendo nella zona del Serengeti-Mara lungo il confine meridionale del Kenya, prima di riprendere il viaggio verso sud in ottobre. Grazie all’abbondanza di cibo durante il loro viaggio verso sud nella stagione delle piogge, gli gnu si fermano nel cuore del Serengeti da novembre fino alla fine dell’anno. Con l’arrivo di gennaio, zebre, gnu e gazzelle ricominciano a radunarsi verso sud per il successivo grande viaggio annuale.

FOTOGRAFIA DI CHARLIE HAMILTON JAMES, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTION
Il Parco nazionale del Serengeti offre diverse possibilità per assistere a quello che viene chiamato il “Grande Trekking”. Il parco ospita diversi siti per il decollo delle mongolfiere attivi in diversi periodi dell’anno, oltre a numerosi lodge sparsi nelle sue diverse regioni che offrono la possibilità di osservare gli animali durante il loro spostamento. E se non potete recarvi di persona in Tanzania o in Kenya, alcuni streaming in diretta documentano online parti della migrazione degli gnu.
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Fonte: National Geographic Italia – nationalgeographic.it – di Riley Black – nationalgeographic.com – GEDI Digital Srl Italia, @2023 GEDI Periodici e Servizi SpA su licenza di National Geographic Partners, LLCLUGA
Foto in evidenza: Gli gnu si radunano per pascolare e partorire nelle pianure di erba bassa. Milioni di questi animali partecipano alla Grande Migrazione del Serengeti, viaggiando in un ciclo continuo insieme a migliaia di zebre e gazzelle alla ricerca di pascoli freschi e acqua.
FOTOGRAFIA DI CHARLIE HAMILTON JAMES, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTION

