SPAGNA: SULLE NOTE DEL FLAMENCO A SIVIGLIA

SPAGNA: SULLE NOTE DEL FLAMENCO A SIVIGLIA
Condividi

Ben tre città, Siviglia, Cadice e Jerez de la Frontera, si contendono il ruolo di culla del flamenco in una regione, quella andalusa, che è il luogo di nascita di questo ballo

Donne in costume tradizionale durante la Feria de abril de Sevilla ©Carlos Amarillo/Shutterstock

L’arte del flamenco, risalente al XV secolo, è una cultura a sé, un vero e proprio stile di vita nonché miscela di musica, canto e danza, intrisa di leggende gitane, folklore spagnolo, storie tramandate oralmente e un’affascinante aria di mistero. Ma la più viscerale forma d’arte spagnola è nata qui, nella capitale dell’Andalusia, ancora oggi il luogo perfetto dove percepire la forza emotiva e lo spirito intangibile di questo ballo.

Se non avete il tempo di visitare tutte le tre città, scegliete Siviglia, l’allegra e magnifica capitale dell’Andalusia, dove non solo potrete assistere a esibizioni di alto livello, ma anche visitare un museo del flamenco, partecipare a un festival e seguire un corso intensivo in una delle tre discipline principali, canto, danza e chitarra. Siviglia ha mantenuto la sua identità a dispetto delle interferenze moderne: qui vi attendono la più bella cattedrale gotica al mondo, la migliore festa di primavera in Spagna e una collezione vastissima di arte barocca.

Il flamenco ha radici profonde in questa città e la sua musica, che è nata nel quartiere gitano di Triana e si è poi sviluppata e diffusa all’esterno, combina elementi ebraici, mori, nomadici e folkloristici. A metà del XIX secolo, Siviglia ebbe un ruolo chiave nell’introdurre il flamenco a un pubblico più vasto, e lo fece attraverso i suoi café cantantes, sorta di balere in cui si serviva da bere e il pubblico assisteva a esibizioni regolari di flamenco.

Nonostante la corsa alla modernizzazione, il flamenco resiste. Fondato sulla spontaneità e l’improvvisazione, esercita il suo fascino tenace nelle rappresentazioni dal vivo, effimere e imprevedibili. L’artista cerca di ispirare il duende, uno spirito intangibile che si percepisce al culmine emotivo di una performance perfetta. È una forza preziosa ed elusiva di cui, però, Siviglia è colma.

La spettacolare Piazza di Spagna © Giulia Grimaldi / Lonely Planet Italia

Casa de la Guitarra

Negli ultimi cinque anni a Siviglia è avvenuto il rinascimento del flamenco, capeggiato da piccoli e chiassosi club come la Casa de la Guitarra in cui lo spazio è limitato a 60 posti e la musica è esplosiva.

Il proprietario è l’ex chitarrista di flamenco José Luis Postigo, che ha appeso alle pareti la sua pregevole collezione di chitarre. Il club, che non serve cibo né bevande, si caratterizza per un arredo molto essenziale, affinché sia il palco stesso a catturare la completa attenzione del pubblico.

Come in un’antica juerga (festa) gitana, il pubblico è letteralmente stipato nella piccola Casa de la Guitarra. In prima fila, sarete così vicini al palco da sentire il viso sfiorato dal vestito della ballerina e le orecchie graffiate dalla voce del cantante. Questo è il flamenco: un’esperienza sensoriale completa che vi assorbe a poco a poco e, se siete fortunati, vi regala la visita dell’elusivo spirito del flamenco, il duende.

Un’esibizione di flamenco in Piazza di Spagna, Siviglia © Giulia Grimaldi / Lonely Planet Italia

Museo del Baile Flamenco

In cinque minuti a piedi dalla Casa de la Guitarra, si raggiunge questo importante archivio-memoriale del flamenco, distribuito sui tre piani di un palazzo restaurato del VIII secolo. La struttura è molto di più che un museo, si tratta di fatto di un centro culturale, che propone corsi di flamenco ed esibizioni serali molto acclamate, eseguite nel patio disegnato appositamente per lo scopo.

Il progetto ha avuto inizio nel 2008 da un’idea della ballerina di flamenco Cristina Hoyos. Con l’uso di moderne tecnologie, il museo vi accompagnerà in un viaggio interattivo attraverso la storia del flamenco, con proiezioni video, schizzi e dipinti originali, foto dei grandi artisti del passato e del presente e una nutrita collezione di vestiti e scialli. Per una serata di flamenco, arrivate alle 18, concedetevi un’ora per visitare il museo e poi rimanete per l’elettrizzante concerto delle 19.

Casa de la Memoria

Non si tratta né di uno show serale ben confezionato, né di un peña (club privato). Piuttosto, questa interessante istituzione culturale, alloggiata nei locali delle vecchie stalle dello storico Palacio de la Lebrija, condivide l’atmosfera mista di un teatro di solo flamenco e delle scatenate feste gitane del passato.

Lo stile che la contraddistingue è equilibrato tra professionalità e passione, offrendo quelli che sono, senza dubbio, tra i migliori show notturni di Siviglia. La Casa della Memoria, 10 minuti a piedi attraverso il cuore della città dal Museo del Baile Flamenco, è sempre molto affollata e lo spazio è limitato a 100 posti. Prenotate il biglietto almeno un giorno in anticipo.

Le chiassose esibizioni spontanee di Casa Anselma ©Yadid Levy/Lonely Planet

Casa Anselma

L’Anselma è un locale vecchio stile nel quartiere Triana addobbato come un bar andaluso, dove un ampio pubblico locale assiste (e talora partecipa) a scatenate jam session ravvivate da danze spontanee. Sarebbe un po’ eccessivo descrivere la musica qui come ‘puro’ flamenco, ma basti dire che ci sono chitarre, voci gorgheggianti e un trambusto di pugni che ritmano sui tavoli.

Raggiungibile a piedi in 20 minuti da Casa de la Memoria, attraversando il ponte Isabela II, l’Anselma non è molto conosciuta dai turisti, probabilmente perché non è facile da trovare. Ricordate: non c’è un’insegna fuori, è sempre pienissimo e non apre mai prima di mezzanotte. Anche se non occorre parlare spagnolo fluentemente, conoscere alcune frasi chiave, come ‘dos cervezas, por favor’ (‘due birre, per favore’), vi faciliterà.

È Anselma, una formidabile ex ballerina, a supervisionare le chiassose esibizioni spontanee. Sgomitate pure tra la folla ma, a meno che non siate una celebrità del flamenco, faticherete a trovare un posto a sedere. L’entrata è gratuita, ma la consumazione è obbligatoria.

Lo show continua finché i musicisti sono esausti. Tutto è improvvisazione e le danze non sono coreografate, bensì improvvisate da spettatori più o meno alticci che si divertono. Un buon motivo per scovare Anselma è che non troverete nulla di simile a Siviglia… o in Spagna… o da qualsiasi altra parte del mondo!

Se volete esplorare il resto del quartiere, a Triana troverete molti altri tapas bar vecchio stile, chiese e musei che raccontano gli orrori dell’Inquisizione spagnola.

Il quartiere di Triana, dall’altra sponda del Guadalquivir ©Brendan Sainsbury/Lonely Planet

Palacio Andaluz

I puristi del flamenco considerano Palacio Andaluz una semplice attrazione per turisti. Tuttavia, anche se la gran parte del pubblico è lì solo per registrare tutto su uno smartphone, queste critiche non sono del tutto giustificate. La popolarità del Palacio non scredita il talento degli artisti che vi si esibiscono, la maggior parte dei quali sono veri maestri.

In un vecchio magazzino al centro del quartiere Macarena, a poca distanza in taxi verso nord-est da Triana, il Palacio è uno dei più grandi locali di flamenco di Siviglia, un teatro da 500 posti che ospita show serali dalle coreografie perfette con fino a 20 cantanti e ballerini.

Non troverete qui un ambiente raccolto, quanto piuttosto esibizioni professionali, anche se un po’ affettate, un vero spettacolo più che un’esperienza interattiva. In un autentico ‘greatest hits’ del flamenco ascolterete tristi soleares, frenetiche bulerias e vivaci alegrias, ma di certo non sentirete gli esperti aficionados che urlano ‘óle’ dagli spalti.

Fundación Cristina Heeren de Arte

Il flamenco è un’arte complessa e riuscire a padroneggiarla non è possibile in un weekend. Tuttavia, gli aspiranti ‘flamencologi’ possono cimentarsi alla rinomata scuola Cristina Heeren nel quartiere di Triana.

Fondata da un’americana nel 1996, l’Heeren ha più di 20 anni di esperienza nell’insegnamento di tutte e tre le arti del flamenco, danza, canto e chitarra. I corsi intensivi di quattro settimane a luglio sono particolarmente rinomati.

Fonte: lonelyplanetitalia.it

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com