Turchia: il viaggio lento del Touristic Eastern Express

Turchia: il viaggio lento del Touristic Eastern Express
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Scopri la magia invernale della Turchia a bordo del treno Touristic Eastern Express tra neve, storia e gastronomia

C’è una Turchia che non si conquista in fretta: si conquista con il tempo, con il ritmo lento dei binari che scivolano sotto la neve, con il silenzio che si fa spazio tra un villaggio e l’altro. Il Touristic Eastern Express non è solo un treno: è una scelta, un atto di pazienza e di ascolto. Per 24 ore, il paesaggio si srotola come un tappeto antico – dalle steppe infinite dell’Anatolia centrale ai rilievi innevati dell’est – e ti costringe a guardare, davvero guardare. 

Poi arriva Kars, città di confine dove l’inverno non è nemico ma alleato: avvolge tutto in una quiete cristallina, rende più nitido il profilo delle moschee armene, più profondo il sapore del formaggio Kaşarı, più vicina la storia che respira nelle rovine di Ani. Qui il viaggio non finisce quando scendi dal treno: inizia davvero, quando ti fermi e ti lasci abbracciare dal freddo che, invece di mordere, ti scalda dentro.

Turchia
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Un treno notturno, 24 ore di viaggio e una destinazione dove inverno, storia e gastronomia diventano esperienza. Il Touristic Eastern Express è oggi uno dei simboli del turismo ferroviario sostenibile in Türkiye 

Il Touristic Eastern Express è diventato negli ultimi anni uno dei casi più interessanti di turismo ferroviario sostenibile in Türkiye. Non solo perché collega Ankara a Kars attraversando l’Anatolia centrale e orientale, ma perché propone un’idea di viaggio alternativa allo spostamento rapido: lenta, osservabile, a basso impatto, in cui il percorso conta quanto la destinazione. Un modello che intercetta una domanda crescente di esperienze responsabili e consapevoli e che ha portato questa linea a essere citata tra i viaggi su rotaia più significativi a livello internazionale.

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Il convoglio si muove tre volte a settimana in entrambe le direzioni, con un tempo di percorrenza di circa 24 ore. Il ritmo è volutamente disteso: la velocità media non supera gli 80km/h e consente di attraversare Kırıkkale, Kayseri, Sivas, Erzincan ed Erzurum seguendo la naturale trasformazione del paesaggio. Dalle steppe dell’Anatolia centrale ai rilievi innevati dell’est, il viaggio si trasforma in una forma di osservazione continua. In inverno, quando la neve ridisegna altipiani e villaggi, il treno diventa un vero e proprio osservatorio mobile. Non sorprende che i biglietti, acquistabili online e disponibili solo pochi giorni a settimana, vadano rapidamente esauriti.

Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dalle soste programmate lungo il percorso. A seconda della direzione, il treno si ferma in alcune città selezionate, permettendo ai passeggeri di scendere e visitare centri storici e siti di particolare rilevanza culturale. Sul tragitto di ritorno verso Ankara, ad esempio, è prevista la fermata a Divriği, dove la Grande Moschea e l’ospedale medievale, patrimonio UNESCO, rappresentano uno dei massimi esempi dell’architettura anatolica. Un dispositivo di viaggio che contribuisce a distribuire i flussi turistici e a valorizzare territori spesso esclusi dai circuiti principali.

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Anche la vita a bordo riflette la filosofia del viaggio lento. Le carrozze letto, dotate di comfort essenziali come letti, lavabo e frigorifero, favoriscono un uso personale e informale dello spazio. Molti viaggiatori portano con sé cibo da condividere, riducendo sprechi e consumi superflui; altri scelgono il vagone ristorante per una cena semplice, prima di lasciarsi accompagnare dal ritmo dei binari. Il treno diventa così un luogo abitato, più che un semplice mezzo di trasporto.

L’arrivo a Kars segna l’ingresso in un territorio di confine, dove la stratificazione storica si intreccia con un ambiente naturale ancora poco compromesso. Tra le città più antiche dell’Anatolia, Kars conserva nel suo tessuto urbano le tracce di un passato multiforme, dagli edifici di epoca zarista ai grandi spazi aperti che raccontano una regione di transito più che di approdo. Poco distante si trova Ani, sito UNESCO dal 2016, antica capitale medievale nota come la “città delle mille e una chiesa”. Le sue rovine – chiese, moschee, bagni e mura difensive – restituiscono l’immagine di una città cosmopolita, cresciuta lungo le rotte commerciali e poi progressivamente abbandonata.

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È però l’inverno a definire in modo più netto l’identità contemporanea di Kars. A Sarıkamış, le piste da sci attraversano foreste di pini silvestri e una neve celebre per la sua struttura “cristallina”, spesso paragonata a quella alpina. Il Lago di Çıldır, al confine tra le province di Kars e Ardahan, tra dicembre e marzo si trasforma invece in una distesa ghiacciata percorribile a piedi, in bicicletta o in slitta trainata da cavalli. La pesca tradizionale sotto il ghiaccio, praticata dai residenti, è uno degli esempi più immediati di convivenza tra attività umana e ambiente.

Accanto al paesaggio, la sostenibilità passa anche attraverso il cibo. La cucina di Kars è basata su prodotti locali, filiere corte e sapori consolidati, adattati a un clima rigido. Il piatto simbolo resta l’oca, consumata soprattutto in inverno, ma il vero elemento identitario è il formaggio. Il Kars Kaşarı, a denominazione geografica, nasce dal latte di vacche e capre che pascolano sugli altipiani ricchi di oltre 1.500 specie floreali. Gruyere, chechil e tuluk completano una tradizione casearia che affonda le radici nei primi caseifici del Novecento.

Nel villaggio di Boğatepe, sede del primo Museo del Formaggio della Türkiye (Turchia), questa eredità è diventata anche uno strumento di sviluppo locale. Il Kars Cheese Route, primo itinerario tematico dedicato al formaggio nel Paese, collega musei, aziende agricole e villaggi, promuovendo un modello di turismo gastronomico che genera reddito diffuso e tutela le pratiche tradizionali. Degustazioni, incontri con i produttori e pranzi preparati dalle comunità locali trasformano l’esperienza turistica in un momento di scambio culturale. Accanto ai formaggi, la tavola di Kars propone miele d’altura, mantı e una produzione vinicola di nicchia dell’Anatolia orientale.

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Anche le serate conviviali organizzate in città seguono questa logica di valorizzazione culturale. Le cene tradizionali diventano occasioni per assistere a performance di aşık atışması; gli scambi poetici dei menestrelli uniti a danze popolari di matrice caucasica, accompagnate da menu basati su prodotti locali, carne d’oca, formaggi, rakı e vini dell’Anatolia orientale.

Il Touristic Eastern Express e Kars condividono così la stessa visione: viaggiare meno velocemente per comprendere di più. In un momento in cui il turismo è chiamato a ripensare i propri modelli, questa tratta ferroviaria e la sua destinazione finale propongono un’alternativa concreta e replicabile, capace di coniugare mobilità sostenibile, tutela del territorio e valorizzazione delle comunità locali. Un’esperienza che dimostra come il viaggio possa tornare a essere parte integrante del luogo che attraversa.

Fonte: Goturkiye.com – Turchia Cultura Turismo – Ufficio Stampa The Gate Communication – Valerio Tavani – Ambasciata di Turchia Ufficio Cultura e Informazioni Roma

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Redazione

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