Mana e Aloha: il respiro sacro che lega le isole a chi le abita
Il Mana polinesiano e l’Aloha hawaiano: quando natura e antenati danzano insieme
C’è un soffio che non si vede, ma si sente. Non è vento, non è solo calore del sole sulle spalle: è qualcosa di più antico, più intimo, che scorre sotto la pelle delle isole del Pacifico e di chi le chiama casa da generazioni.

Si chiama Mana e non è una parola da spiegare con definizioni da dizionario.
È forza vitale, è potenza sacra, è l’energia che pulsa nelle rocce laviche ancora calde, nelle foglie di Ti che danzano piano, nel canto di un anziano che racconta storie al tramonto.
Il Mana non si possiede: si accoglie
È presente in tutta la Polinesia – dalle Hawaii a Tahiti, dalle Samoa alle isole Cook, dalla Nuova Zelanda (Aotearoa) alle remote Marchesi – con nomi e sfumature che cambiano da popolo a popolo, ma con la stessa essenza profonda.

È nelle mani di chi sa curare una pianta con rispetto, nella voce di chi intona un oli (canto tradizionale hawaiano) senza alzare il tono, nel silenzio rispettoso davanti a un heiau (luogo sacro hawaiano, spesso un tempio di pietra dedicato agli dèi).
Per i nativi polinesiani non è un concetto astratto: è presenza concreta.
Quando un tohunga (sacerdote guaritore maori) o un kahuna (sacerdote guaritore hawaiano) tocca una persona malata, non sta solo pregando – sta canalizzando Mana, quella forza che scorre dal divino attraverso di lui, come acqua da una sorgente nascosta.
Quando un maestro di hula muove le mani e i fianchi raccontando la nascita delle isole, non sta solo danzando: sta lasciando che il Mana fluisca attraverso il suo corpo, collegando passato, presente e spiriti antenati in un unico respiro.

E poi c’è l’Aloha
Nelle isole Hawaii non è solo “amore”, non è solo “ciao” o “addio”.
È un modo di stare al mondo.
Aloha è riconoscere nell’altro – nell’estraneo, nel vicino, nell’albero, nella tartaruga che emerge dall’acqua (honu) – una parte di te stesso, perché tutto è legato dalla stessa energia sacra.
È scegliere di trattare ogni essere con rispetto profondo, con gentilezza che non chiede nulla in cambio, con un cuore aperto come la baia al mattino.

Per chi lo vive davvero, Aloha non è un saluto da cartolina: è una pratica quotidiana.
È abbassare lo sguardo per non disturbare una honu che riposa sulla spiaggia, è lasciare un’offerta di foglie di Ti ai piedi di un albero sacro senza fotografarlo, è ascoltare il canto del vento senza interromperlo con parole inutili.
È dire “grazie” alla pioggia che nutre la terra, anche quando bagna i vestiti. È sentire che la propria felicità non è completa se non è condivisa, se non fa star bene anche chi ti sta accanto.
Il rapporto con la natura e con gli antenati è il filo che tiene tutto insieme.
La natura non è sfondo: è famiglia. Ogni montagna (mauna), ogni cascata (wailele), ogni albero di koa è abitato da spiriti (akua o ‘aumākua), è custode di storie e di memorie.

Gli antenati non sono lontani: vivono nel vento che muove le palme, nella voce del mare che sussurra nomi antichi, nei sogni che arrivano all’alba.
Quando un hawaiano o un maori si rivolge alla terra con rispetto – piantando un albero, cantando un inno, lasciando un’offerta – non sta solo onorando il passato: sta rinnovando il patto vivo tra generazioni, sta alimentando il Mana che scorre ancora oggi.
È un dialogo continuo, silenzioso e potente.
“Io ti vedo. Io ti ricordo. Io continuo a prendermi cura di te, come tu ti prendi cura di me”.
Mana e Aloha non si studiano sui libri: si respirano. Si imparano stando fermi abbastanza a lungo da sentire il battito della terra sotto i piedi nudi, da accorgersi che il silenzio tra le palme non è vuoto, ma pieno di presenze gentili.
È un invito silenzioso: smetti di correre, siediti qui con me, lascia che l’isola ti parli. E quando lo fa – piano, senza urlare – capisci che non sei mai stato solo. Sei parte di qualcosa di immenso, di tenero, di eterno.
E in quel momento, semplicemente, Aloha è già dentro di te.

Per altri articoli relativi a Le Isole di Tahiti, alla Polinesia, alle isole Hawaii e agli Stati Uniti clicca sui rispettivi linkPer informazioni aggiornate sulle norme di ingresso in Polinesia Francese clicca qui
Per informazioni aggiornate sulle norme di ingresso negli Stati Uniti clicca quiFotografia in evidenza: tahititourisme.it

