Tiki: il mistero delle statue sacre della Polinesia

Tiki: il mistero delle statue sacre della Polinesia
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Tiki polinesiano: semidei scolpiti che guardano verso l’aldilà

C’è un silenzio che non è vuoto, nelle isole remote della Polinesia: è il silenzio di chi guarda da millenni senza mai abbassare lo sguardo. Sono i tiki, scolpiti nella pietra vulcanica o nel legno di kauri, figure a metà tra uomo e semidio che non parlano, ma vedono. I loro occhi grandi, a mandorla, non sono solo tratti stilizzati: sono finestre aperte su un aldilà che respira ancora, su antenati che non se ne sono mai andati del tutto.

Non urlano la loro presenza, questi guardiani silenziosi stanno fermi, imponenti o minuscoli, nei templi sommersi dalla vegetazione o nelle mani di un artigiano di oggi e ti fissano come se sapessero già tutto di te. Guardarli è sentire un brivido antico: non paura, ma meraviglia mista a rispetto, come quando ti accorgi che qualcuno ti ha sempre osservato, con amore e senza giudizio, da un tempo che non appartiene più al calendario.

Tiki
Hiva Oa © Tahiti Tourisme

Queste statue polinesiani rappresentano figure mitologiche a metà tra uomo e semidio, sono tra i simboli più misteriosi e potenti della cultura Ma’ohi.

I loro occhi grandi a mandorla non sono mai puri elementi decorativi, ma raffigurano delle vere e proprie finestre spalancate sull’aldilà: guardandoli, sembra che scrutino mondi invisibili e antiche energie. Questi sguardi misteriosi raccontano storie di spiriti, saggezza e protezione, facendo di queste statue non solo figure scolpite nella pietra o nel legno, ma un ponte tra il visibile e l’invisibile nella tradizione polinesiana.

Si trovano in molte de Le Isole di Tahiti, con alcuni siti di particolare interesse nelle Isole
Marchesi.

Tiki
Souvenir artisanal © Grégoire Le Bacon

Nelle profonde e mistiche terre della Polinesia Francese ci sono tesori scolpiti dalle abili mani dei maestri artigiani locali. Queste statue scolpite sono semidei con caratteristiche molto distintive. Assomigliano molto agli uomini, ma i loro occhi a mandorla enormi rappresentano finestre verso l’aldilà. Simboleggiano potere, conoscenza, saggezza e ricchezza. Sono la rappresentazione della forza dell’arte polinesiana e la ricchezza della cultura Ma’ohi.

Gli antichi artigiani polinesiani davano vita ai loro tiki, scolpendo la pietra con abilità e passione. Le statuette trovate oggi nei laboratori di artigianato tradizionale sono versioni più piccole, scolpite in legno, pietra o osso, con gli stessi valori estetici e significato culturale dei loro illustri antenati che si trovano nei siti archeologici del Le Isole di Tahiti. Il kauri è il legno solitamente utilizzato dagli scultori di oggi, a volte si utilizza il legno del cocco.

Tiki
Souriant de Raivavae en compagnie de Eleonore © Grégoire Le Bacon

Entrambi sono materiali nobili che possono essere trasformati in vivaci opere d’arte. La pietra vulcanica conferisce alle statue un senso di atemporalità. L’osso è più delicato e rappresenta la fragilità dell’esistenza: tali tiki sono molto preziosi. Gli artigiani talvolta scolpiscono in altri materiali, come il nacre, il corallo o le pietre floreali di Ua Pou nelle Isole Marchesi.

I tiki hanno avuto origine nella bellissima isola incantata di Raivavae, una gemma della Polinesia Francese nelle Isole Australi. Le abilità degli artigiani locali vengono trasmesse di generazione in generazione in queste isole remote, perpetuando le tradizioni ancestrali. I tiki semidivini di Raivavae sono totem protettivi e possessori di poteri magici.

Tiki
© Tahiti Tourisme

Il tiki: un souvenir della Polinesia Francese

Le statuette tiki sono tesori che potete portare a casa con voi; piccoli gioielli carichi di emozione. Ognuno di essi è una piccola parte del mana della Polinesia, lo spirito dell’antica cultura. Oggi i tiki si trovano in tutte le dimensioni: grandi tiki, abbastanza grandi da fare da arredamento in un salotto o un corridoio; versioni più piccole che aggiungeranno un tocco piacevole ed esotico a una libreria e piccoli modelli che potreste mettere su un portachiavi, indossare come ciondolo al collo o addirittura trasformare in orecchini.

Tra i numerosi tiki famosi nelle Isole di Tahiti, i tre tiki di Raivavae si distinguono per il loro turbolento passato. Furono portati via dall’isola a Tahiti nel 1922 e uno di essi fu perso in mare nella laguna. Gli altri due risiedono ora nei giardini del Museo Gauguin a Papeari, dopo essere stati spostati più volte.

Secondo la cultura polinesiana, è sacrilego spostare un tiki e, in effetti, si sono verificati una serie di morti e incidenti inspiegabili a tutti coloro coinvolti nei vari trasferimenti. Gli abitanti dell’isola hanno avviato una campagna per far ritornare i tiki al loro sito originale.

Tiki
© Tahiti Tourisme

Il mitico tiki di Hiva Oa

Un imponente statua domina il sito archeologico di Puamau sull’isola di Hiva Oa. Chiamato Takaii, in onore di un antico capo guerriero, è un gigante potente e gentile che ispira rispetto e ammirazione. I visitatori spesso parlano di un’energia che sembra emanare da questa statua alta 2,5 metri. In Polinesia, questa energia è conosciuta come il mana.

Nelle Isole Marchesi ci sono molti altri tiki, tra cui il famoso tiki elefante nella valle di Hokatu, sull’isola di Ua Huka. È stato scoperto nel 1982 nel bel mezzo di una foresta ed è diventato da allora il simbolo dell’isola. I visitatori che si avventurano per le colline e le valli delle Isole Marchesi incontreranno tiki nei numerosi siti archeologici, soprattutto sull’isola di Hiva Oa. Alcuni dei tiki più noti delle Isole Marchesi sono i tre tiki di Ua Huka conosciuti come i “tripli di Meiaute”, il tiki Tapuivi, guardiano di Aakapa, e gli undici tiki di Paeke a Nuku Hiva.

Tiki
© Tahiti Tourisme

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Fonte: Tahiti Tourisme Ente di Promozione Turistica de Le Isole di Tahiti – Tahiti Tourisme Italy c/o Tourism Hub – Italy

Foto in evidenza: Les fameux tikis de Marquises © Tahiti Tourisme

Redazione

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