GIORDANIA: ENNESIMO PASSO FALSO DELLA POLITICA NEI CONFRONTI DEL TURISMO

GIORDANIA: ENNESIMO PASSO FALSO DELLA POLITICA NEI CONFRONTI DEL TURISMO

La Giordania esce dal gruppo “D” dei paesi, ed entra nel gruppo “E”.
Di fatto, questo, significa che tutte le prenotazioni di adv e to per la destinazione mediorientale, circa 10mila teste, basandosi sulla occupancy dei voli, nel prossimo periodo di festività, devono essere cancellate.

«E’ di certo una situazione che chiamare disastrosa non rende l’idea – spiega Marco Biazzetti, rappresentante in Italia del Jordan Tourism Board – di fatto è peggio di uno sconsiglio perché nonostante non ci sia questo “tag” sul sito della Farnesina “Viaggiare Sicuri” nella pagina dedicata al Paese, la proibizione di recarvisi in vacanza è come apporlo di fatto».

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Marco Biazzetti, JTB

Così dal 16 dicembre, giusta l’ordinanza del ministro della salute, Speranza, la Giordania potrà essere frequentata solo per ragioni di lavoro e non di turismo, con l’aggravante della quarantena di 10 giorni.

«Non è solo un problema italiano – prosegue Biazzetti – il nostro mercato aveva trovato un minimo sfogo, ma ora è stato tolto anche quello, ma per i Giordani che da 18 mesi non producono turismo. Però le compagnie aeree continuano a volare, e si assisterà al fatto che dai paesi vicini, arriveranno turisti magari Svizzeri ed Austriaci per andarci in vacanza. Altro punto dolente: i tour operator italiani sono ancora sovraccarichi di voucher da onorare, e ne aggiungiamo altri? Mi pare una situazione pazzesca!».

Se poi pensiamo che l’accesso ad altri paesi europei, ad esempio è consentito con il solo green pass senza considerare l’RT che è ben più alto, fino a 20…beh allora la situazione assume contorni grotteschi. Infatti anche l’Europa ha bacchettato l’Italia per questa decisione.

«E’ evidente che non si considera una decisione nella sua interezza – conclude Biazzetti – non si guarda il quadro più ampio ma ci si limita al punto. Nessuno pensa a cosa porterà al nostro mercato, a quello Giordano, alle implicazioni di una “cancellazione” del genere…».

Si è ventila che forse da gennaio la Giordania potrebbe tornare nel gruppo D, ma fino ad allora si saranno bruciati milioni. E po,i lo stato di emergenza che durerà fino al 31 marzo, non è forse in contrasto con una dichiarazione simile?

La parola ai diretti interessati, i tour operator che programmano la Giordania.

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Luca Manchi, Karisma Travelnet

Luca Manchi, Karisma Travelnet «Una situazione incredibile – spiega il proprietario del to capitolino – dal 16 dicembre al 31 Gennaio abbiamo dovuto cancellare 120 persone prenotate sui nostri tour garantiti, la maggior parte per fine anno. La situazione, stanti così le cose, non è facile, ma Karisma Travelnet non applicherà alcuna penale sulle cancellazioni ricevute. Ma non possiamo rispondere per il comportamento dei vettori che non sono stati sollecitati dai legislatori a restituire quanto incassato. Speranza avrebbe dovuto aggiungere una sola riga  alla sua decisine, con questa norma, e avrebbe tutelato i clienti delle agenzie di viaggio e to. Questo tema riguarda anche l’inadeguatezza delle condizioni generali del turismo che “devono” per forza essere rinegoziate, in primis dalle associazioni»

Antonio d’Errico, pm MO di Mistral parla di 450 teste cancellate per il to torinese parte del Quality Group.
«Perderemo un fatturato su dicembre e gennaio di un milione – prosegue il manager – che dovremo totalmente rimborsare».

Sulla decisione di speranza identità di vedute dei to, ma con diverse sfumature:

«Semplicemente assurda, inefficace e dannosa al nostro settore, tra l’altro ordinanza emessa il 14 dicembre e valida dal 16 dicembre al 31 gennaio 2022 quindi ancora una volta una roulette russa» spiega Manchi;

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Antonio D’Errico, Mistral-Tour-QG

« Avere un ministro della Salute ipocondriaco non aiuta … » Aggiunge Alessandro Simonetti  managing director del gruppo World Explorer di cui fa parte African Explorer;

«L’impressione è che chi decide, nel Paese, abbia perso il controllo razionale della situazione e che le decisioni si prendano per pressioni o per opportunità. al nostro settore manca una rappresentanza adeguata, per cui possiamo solo sperare che la pandemia regredisca. Non abbiamo alternative – rincara Giancarlo Brunamonti, responsabile divisione Kuda tour operator. Pensiamo, comunque, che in generale restrizioni non razionali e non giustificate siano un danno grave al sistema turismo e in questo includiamo tutti i partner dalle compagnie aeree ai dmc».

«La nostra posizione in merito alla decisione del ministro Speranza è rabbia e incredulità per una decisione incomprensibile ed in disaccordo con altri paesi europei – aggiunge D’Errico –  A questo si aggiunge, ma già lo sapevamo, il totale disinteresse per le conseguenze e i danni che tale decisione ha provocato ad agenzie di viaggio e to. E non vado oltre…».

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Marco Borghesi, TiBiWorld

Per Marco Borghesi, contitolare di TiBiWorld:
«I provvedimenti ci sembrano eccessivi ed intempestivi. E confermano, ancora una volta, che non c’è alcun rispetto né considerazione per il nostro settore e per chi ci lavora, con passione, dedizione e professionalità. Gli ultimi provvedimenti recano l’ennesimo grave danno al comparto, in un momento in cui, tra Expo Dubai e la Giordania stessa, qualcosa si stava almeno muovendo. Ma il conto lo dobbiamo sempre pagare noi, con le nostre aziende, e stesso dicasi per le agenzie. Se da luglio 2020 il governo si è “dimenticato” di quello che stiamo patendo, era difficile aspettarsi qualcosa di diverso adesso… Ci sarebbe anche un Ministero del Turismo, ma è molto occupato con i problemi, stagionali, degli hotel di montagna. Interessano poco gli ultimi 17 mesi di niente che stiamo fronteggiando noi…».

Andrea Fenili, 4Winds, ha una visione interessante: «Mossa di buon senso, ma applicata in maniera “completamente sgangherata”. Provvedimenti di chiusure all’inizio della pandemia ci potevano stare. Ora no: sembra quasi un provvedimento crudelmente pianificato. Se, poi, ci limitiamo all’ osservazione del caso “Giordania”, ricordiamoci che è un paese desertico, senza centri storici da visitare, senza mercati, senza moschee da scoprire o luoghi di assembramento, dove ci sono solo natura, deserto e enormi siti archeologici all’aperto: i turisti non entrano MAI in contatto con la popolazione locale. Parliamoci chiaro: le persone che partono per la Giordania, in gruppo, devono temere più che altro il covid proveniente dai propri compagni di viaggio. Applicare questa chiusura serve ad ammettere che stiamo fallendo e che il vaccino non serve a nulla. E purtroppo non è così. Bisogna vaccinarsi per poter partire sereni … che senso ha altrimenti farlo

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Alessandro Simonetti, African Explorer

Rabbia, scoramento, delusione, incredulità. E di fronte un muro di domande e dubbi. Ma le soluzioni?
Andrea Fenili parla di un corridoio turistico, che si sarebbe potuto creare, oppure un modello “all’israeliana”, oppure una progressiva chiusura, oppure anche semplicemente 10 giorni di preavviso! «Avrebbero potuto, al limite estremo, vietare i viaggi solo ai non vaccinati – aggiunge Fenili – (non so la tendenza ma a 4Winds il 100% delle prenotazioni ad oggi arriva da clienti vaccinati completi), o altro. Mi chiedo, infine, che cosa sia davvero la lista D: non assomiglia a una lista di Paesi sicuri ma a una lista politica, della quale sarebbe interessante capire il vero significato…”».

Per Luca Manchi si dovrebbe aprire tutto, almeno per i vaccinati o per i paesi dove almeno il 60% della popolazione sia vaccinata. Tampone al rientro in Italia. Sicuramente molto più sicuro che viaggiare sui nostri trasporti pubblici. Il che è tutto dire.
«Sebbene fosse prevedibile dal 2 dicembre (quando la UE aveva tolto dalla lista dei paesi sicuri  la Giordania) – prosegue Simonetti – affamati come siamo di vendite, abbiamo accettato il rischio … e abbiamo perso la scommessa. E adesso ci tocca rimborsare».

Marco Borghesi ben riassume il sentimento di moltissimi operatori del settore: «Siamo stanchi, abbandonati dalle istituzioni, frustrati, molto arrabbiati. Ormai ci sentiamo inermi di fronte a queste scelte unilaterali. Nessuno vuole mettere in pericolo la salute dei viaggiatori italiani, ma siamo proprio sicuri che impedire di viaggiare sia la soluzione?!».

La situazione attuale? Unanimemente,…c’è poco da stare allegri.

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Giancarlo Brunamonti, Kuda tour operator

«Non amiamo parlare di numeri, soprattutto perché in questo momento sono avvilenti – spiega Borghesi –  Viaggiamo ormai da marzo 2020 a -80% di fatturato, essendo quasi tutte le nostre destinazioni non raggiungibili dai turisti italiani. Le prenotazioni per il capodanno in Giordania (per la maggior parte si trattava di gruppi) sono sfumate. Restano per ora in piedi le partenze tra marzo e maggio. Speriamo che questa situazione non intacchi negativamente la programmazione Street Art che abbiamo messo in piedi anche verso la Giordania».

Per Alessandro Simonetti c’è il totale blocco di richieste, prenotazioni e preventivi, addirittura.

Brunamonti si consola con un buon andamento a settembre/novembre «ma sul capodanno poco che salterà totalmente, mentre si spera che il grosso della ripresa arrivi a marzo/maggio che al momento abbiamo conservato, rimandando le decisioni a fine gennaio»:

«In più – aggiunge Borghesi  – sin dal primo momento abbiamo sempre rimborsato le agenzie, mai dato voucher,  con l’aiuto delle compagnie aeree partner e dei dmc, per non togliere liquidità ai colleghi adv. Ci lega alle agenzie un rapporto di fiducia e collaborazione, spesso di lunga data e capiamo le loro problematiche ancor prima delle nostre.

In ultima analisi, una considerazione sul viaggiatore “fai da te”…che forse è il meno penalizzato dalla situazione, sebbene anche per loro questa decisione pesi, nonostante preferiscano ignorare le tutele che possono dare, soprattutto ora, to e adv.

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Andrea Fenili, 4Winds

Un pensiero comune…poi qualche voce più specifica: per Marco Borghesi «I controlli in aeroporto sono insufficienti e spesso superficiali. L’introduzione del Travel Pass è stato un buono spunto, ed in alcuni casi ha riportato i clienti nelle agenzie viste le complicanze burocratiche e, secondo me, potrebbe aiutare il comparto anche in futuro. Ma senza controlli seri, i turisti fai da te più smaliziati potrebbero comunque continuare a cercare (e trovare) diversi escamotage per aggirare divieti e sconsigli, e viaggiare ugualmente a loro piacimento».

«Credo non faccia differenza, chi ha acquistato prodotti “disintermediati” non ha garanzie di sorta – dice Brunamonti – e tenderà a viaggiare pur di non rischiare di perdere le somme spese…insomma nulla di nuovo».

«Io non credo che il turista fai da te sia particolarmente informato di queste ordinanze – conclude Manchi – e in ogni caso ha fatto e continua a fare come vuole spostandosi da sempre in barba a qualsiasi restrizione….tanto non controlla nessuno!». 

«Comunque sia – conclude Feniliquesta decisione peserà su tutti coloro che amano viaggiare».


Grazie per aver partecipato all’inchiesta a Marco Biazzetti (JTB), Luca Manchi (Karisma travelnet), Antonio D’Errico (Mistral), Marco Borghesi (TiBiWorld), Alessandro Simonetti (African Explorer), Giancarlo Brunamonti (Kuda tour operator), Andrea Fenili (4Winds)

Massimo Terracina

Giornalista dal 1987, si è sempre occupato di sport ('82-'98) e turismo (dal '92 ad oggi). Ha fatto esperienza sul campo lavorando in adv e to (gsa compagnia aerea) per poi passare alla stampa trade, consumer, online con anche esperienze televisive. La sua casa è il mondo e vorrebbe tornarci al più presto perché, questo, significherebbe la fine della pandemia.

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