MALDIVE: ISOLA DI KUDADOO – IL PARADISO SU PALAFITTE

MALDIVE: ISOLA DI KUDADOO – IL PARADISO SU PALAFITTE

Paradiso su palafitte

In una delle oltre mille isole coralline delle Maldive, il nuovo resort di lusso concepito dall’architetto Yuji Yamazaki vede quindici ville schierate ad arco, ciascuna in relazione esclusiva con l’oceano. L’espressivo edificio centrale per le attività collettive è rivestito di pannelli fotovoltaici che garantiscono elettricità pulita per l’intera comunità.

Il riscaldamento globale desta qualche preoccupazione a diverse latitudini del pianeta, ma per le Maldive rappresenta un serio pericolo: è la nazione a maggior rischio di scomparire a causa dell’innalzamento del livello dei mari. Per tutelare la biodiversità della barriera corallina l’economia maldiviana ha intrapreso una lotta contro la speculazione edilizia e le emissioni di CO2. L’obiettivo è sostituire le fonti di energia fossili con la forza del sole e del vento. S’inserisce in questo contesto l’idea eco-sostenibile concepita dallo studio Yuji Yamazaki Architecture per un resort di lusso che sembra sorgere dalle acque cristalline dell’isola di Kudadoo, nell’atollo di Lhaviyani.

Il progetto comprende una serie di ville private disposte ad arco e un edificio principale a due piani che accoglie reception, bar, ristorante, area fitness e spa, il cui tetto è rivestito di circa mille pannelli fotovoltaici, montati con un’inclinazione di tre gradi per catturare quanta più luce equatoriale possibile e farsi “scivolare addosso” le brevi e intense precipitazioni tropicali: i 320 kWp di potenza generati sono in grado di alimentare l’intera isola senza combustibili inquinanti (il kWp indica la potenza erogata da una cella o da un pannello fotovoltaico se sottoposto a determinate condizioni standard, ndr). Anche il sistema idrico è totalmente autosufficiente, grazie all’impianto di desalinizzazione dell’acqua marina, e al ricircolo dell’acqua di scarico attraverso un sistema di depurazione.

Nel progettare il verde si è evitato di introdurre specie non autoctone, così le piante più diffuse nel resort sono palma da cocco, lattuga di mare, Ironwood, Ibisco e Pandano. Per minimizzare l’impatto sulla vegetazione le quindici ville, ciascuna con terrazza panoramica e piscina a sfioro, poggiano su palafitte. Le ampie finestre situate in ogni ambiente su pareti opposte favoriscono la ventilazione naturale, mentre coperture a sbalzo, ombrelloni e tettoie assicurano a ogni villa almeno cinque ore d’ombra al giorno.

Il sistema di schermi laterali “a cassetta di uova”, progettato dallo studio in base all’angolo di prossimità delle ville, garantisce totale privacy e una vista frontale più ampia sull’oceano, oltre a illuminarsi magicamente al tramonto grazie al sistema Led a basso consumo. Gli edifici sono realizzati quasi interamente con legni resistenti all’umidità: le pareti esterne sono di cedro, che l’architetto Yuji Yamazaki – seguace della filosofia giapponese della transitorietà (Wabi-Sabi) – ha scelto «perché diventa più bello con il passare del tempo ed è particolarmente lucente in un clima salino». Quasi tutti gli arredi in teak sono realizzati su misura dall’azienda indonesiana Warisan, che lavora esclusivamente con legni di foreste certificate.

Fonte: abitare.it

Redazione

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