NOVEMBRE IN EUROPA PER UN’IMMERSIONE NELLA NATURA

NOVEMBRE IN EUROPA PER UN’IMMERSIONE NELLA NATURA
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Cinque luoghi dove andare a novembre in Europa per vivere un’esperienza immersiva a contatto con la natura

Il novembre 2020 non sarà sicuramente ricordato come stagione ottimale per viaggiare, ma se avete la possibilità di spostarvi in Europa, sicuramente un ritorno alla natura sarà una delle scelte preferite. Se avete voglia di ricaricarvi, isolarvi e rilassarvi in alcuni degli angoli più belli del vecchio continente, ecco cinque luoghi in cui andare a novembre.

NOVEMBRE IN EUROPA PER UN’IMMERSIONE NELLA NATURA
La laguna glaciale di Jökulsárlón, Islanda ©Matt Munro/Lonely Planet

1 Islanda sud-orientale, per entrare in un mondo di ghiaccio

In Islanda non mancano certo scenari epici: a vulcani fumanti, ghiacciai delle dimensioni di piccole nazioni, cascate scroscianti, geyser altissimi e ogni sorta di rocce bizzarre e getti di vapore, da novembre a marzo si aggiungono anche le grotte di ghiaccio. Quando le temperature si abbassano e le condizioni di sicurezza lo consentono, è possibile visitarle. Alcune rimangono invariate di anno in anno, altre si creano ex novo, scavate dalle acque che si sciolgono in primavera-estate.

Il Vatnajökull, il ghiacciaio più vasto d’Europa, è la meta ideale per ammirarle. La splendida Crystal Cave, non lontana dalla laguna glaciale di Jökulsárlón, è tra le più antiche e facili da raggiungere; altre richiedono un’impegnativa camminata in ramponi. Oltre al Vatnajökull, anche il Langjökull e il Mýrdalsjökull ospitano alcune grotte di ghiaccio.

L’esplorazione di grotte di ghiaccio e ghiacciai richiede una guida esperta. Unitevi a un tour di due o tre giorni che comprenda ghiacciai e siti più classici, come la spiaggia di sabbia nera di Vík, la cascata Seljalandsfoss e il vulcano Eyjafjallajökull. Trascorrete una notte a Reykjavík e visitate il Perlan, dove troverete una mostra dedicata alle grotte di ghiaccio. Già che ci siete, cercate di avvistare l’aurora boreale.

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Château de Beynac ©Andrew Montgomery/Lonely Planet

2 Dordogne, per esplorare in pace una regione lussureggiante

Questa ricca regione nel sud-ovest della Francia, sviluppatasi su un fiume verdeggiante che si snoda tra cittadine arroccate su colli e ammalianti châteaux, è sempre apprezzatissima. Ecco perché venire a visitarla a novembre potrebbe essere una mossa vincente. Il tempo non sarà sempre bello, ma le strade saranno deserte, il che vi permetterà di muovervi con agio tra un castello e l’altro. Noleggiate un’auto e organizzate un itinerario. Alcune attrattive chiudono per l’inverno, ma molti châteaux – come il Castlenaud, arroccato sulla roccia, e il ben conservato Beynac – rimangono aperti, come anche i meravigliosi siti di arte rupestre di Lascaux e Font-de-Gaume e i ristoranti delle città principali.

Per i buongustai, Sarlat è un must. I suoi mercati aperti tutto l’anno straripano di delizie locali come funghi, noci e paté d’oca. Andate anche all’Écomusée de la Truffe di Sorges, dove potrete assaggiare tartufi locali e partecipare a un’uscita di ricerca a partire da dicembre.

Il capoluogo della Dordogne è Périgueux, ma l’aeroporto più comodo si trova a Bergerac. Alcune sistemazioni chiudono per l’inverno, ma gli hotel che restano aperti abbassano di molto i prezzi. Se affittate un gîte (casa privata) assicuratevi che il riscaldamento sia incluso nel prezzo.

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Il Parque Nacional de Monfragüe è il posto giusto se volete avvistare grifoni e altri rapaci ©Javier Fernandez Sanchez/Getty Images

3 Estremadura, per avvistare i rapaci

Dato il suo clima rovente, d’estate l’Estremadura è una meta per pochi coraggiosi. Molto meglio aspettare l’autunno per avventurarsi in quest’angolo remoto e selvaggio della Spagna, quando la colonnina di mercurio non supera i 15°C e gli uccelli sono tornati a farsi vedere. L’Estremadura è uno dei siti principali in cui molte specie aviarie (grande otarda, ganga, vanellinae, allodola, piviere dorato) arrivano a svernare nelle aride steppe spagnole. Novembre è anche il mese ideale per avvistare le aquile (reali, iberiche e fasciate), che sorvolano le valli rocciose incuneate nel paesaggio autunnale. Uno spettacolo imperdibile è costituito dalle tantissime gru che si radunano sulle terre coltivate e irrigate. Nei bacini idrici della regione si raccolgono inoltre un gran numero di anatre, mentre il Parque Nacional de Monfragüe è il posto giusto se volete avvistare grifoni e altri rapaci (e magari qualche lontra).

I migliori aeroporti per accedere alla regione sono quelli di Madrid, Lisbona (Portogallo) e Siviglia. La storica cittadina di Trujillo, luogo natale del conquistador Francisco Pizarro, è un’ottima base; concedetevi qualche giorno per visitare almeno il suo castello medievale.

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Il Parque Nacional de Monfragüe è il posto giusto se volete avvistare grifoni e altri rapaci ©Javier Fernandez Sanchez/Getty Images

4 Highlands, per averle tutte per voi

Un manto di foschia, la brughiera che s’imporpora alla luce dell’alba, il vibrante richiamo di un cervo maschio – le mattinate di fine autunno nelle Highlands scozzesi sono suggestive come poche cose al mondo. Anzi, arrivate qui a novembre e potreste assistere alla fine del calore dei cervi nobili, quando i maschi incrociano le possenti corna per conquistare una femmina. Che esploriate la regione in fuoristrada o a piedi, l’autunno dona un certo non so che ai già fascinosi lochs (laghi), glens (vallate) e brughiere. Alla fine del mese vi attendono anche dei festeggiamenti: il 30 novembre si celebra Sant’Andrea, patrono della Scozia. E anche se magari farà un po’ freddo, la stagione turistica è conclusa, e questo vuol dire che godrete di visite squisitamente solitarie a Stirling, all’Eilean Donan Castle, al Glen Coe, a Fort William.

Non perdete la deliziosa cucina locale: provate ostriche, aragoste, nonché l’ottima cacciagione.

Arrivate in volo a Inverness per fare il giro della Scozia del nord, ammirando panorami, laghi e castelli. Aggiungete un safari per avvistare la fauna, ad esempio nei glen di Lochaber (vicino a Fort William) o nelle colline attorno a Loch Torridon.

A novembre i salmoni risalgono i corsi d’acqua per deporre le uova: tenete d’occhio i fumi.

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Ogni inverno migliaia di foche grigie si radunano sui banchi di sabbia della Donna Nook National Nature Reserve, in Lincolnshire ©Andy Rouse/Getty

5 Lincolnshire, per i cuccioli di foca

Ogni inverno migliaia di foche grigie si radunano sui banchi di sabbia della Donna Nook National Nature Reserve – una delle colonie di riproduzione più vaste e accessibili del Regno Unito – per partorire una nuova generazione di cuccioli paffuti e soffici. Ai pedi delle dune c’è una base di osservazione aperta dall’alba al tramonto, da fine ottobre a metà dicembre (dipende dal numero delle foche), per permettere ai visitatori di godersi lo spettacolo senza disturbare. I responsabili della riserva soddisferanno ogni vostra curiosità, e gli avvistamenti sono quasi garantiti. Tenete d’occhio l’area anche per vedere i molti uccelli che la popolano, tra cui cesene e storni.

Il Donna Nook è a 60 km da Lincoln. Dedicate qualche giorno a questa cittadina storica, che vanta una bella cattedrale gotica che per un periodo è stato l’edificio più alto del mondo; la cattedrale possiede una delle quattro copie esistenti della Magna Charta, del 1215, visibile al Lincoln Castle.

Il Donna Nook si affolla quando le foche si riproducono. Venite nei giorni feriali: il parcheggio e i sentieri della riserva diventano impraticabili nel weekend. Rimanete dietro le staccionate e non avvicinatevi, né date da mangiare, alle foche.

Fonte: lonelyplanetitalia.it

Redazione

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