“UN PIATTO DI APPENNINO: “ALLA SCOPERTA DEI MENU A KM.ZERO”

“UN PIATTO DI APPENNINO: “ALLA SCOPERTA DEI MENU A KM.ZERO”

Tutto è pronto sull’Appennino per regalare dalla fine di ottobre a metà dicembre un’esperienza gastronomica legata alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari appenniniche, con la partecipazione diretta di ristoranti e operatori locali.

La regia dell’iniziativa è del GAL (Gruppo di Azione Locale dell’Appennino Bolognese) che ha promosso questo evento territoriale dal titolo “Un piatto di Appennino: alla scoperta dei menù a km0“.

Il GAL ha selezionato attività di ristorazione nelle Vallate del Lavino, Samoggia, Vallate Savena–Idice, Vallata del Setta e Sambro, Vallata del Reno e Vallata del Santerno per dare un impulso al turismo destagionalizzato e alla ricerca di emozioni genuine.

In questa occasione sono proposte delle serate all’insegna di menù tipici che prevedono il rigoroso impiego di materie prime e vini del territorio per offrire un angolo di visuale di sicuro interesse, bastato sull’eccellenza della gastronomia sana, genuina e senza tanti fronzoli.

«Le produzioni agricole ed alimentari dell’Appennino sono poco conosciute – spiega Tiberio Rabboni, presidente del GAL – Quando vengono conosciute la sorpresa del commensale è inevitabile. Si tratta, per lo più, di prodotti di altissima qualità organolettica, nutrizionale, manifatturiera ed artigianale, espressione di ambienti incontaminati, di lontane tradizioni e di una biodiversità agricola che resiste al tempo e all’omologazione generale».

La ragione per cui non sono adeguatamente conosciute è perché chi le produce è quasi sempre un piccolo imprenditore che non può permettersi azioni di comunicazione e di marketing, oggi indispensabili, per affermarsi sui mercati e presso l’opinione pubblica.

«Si può però supplire ai limiti dimensionali del singolo produttore con il gioco di squadra territoriale, ovvero coinvolgendo nella necessaria azione di comunicazione e marketing le istituzioni locali, le filiere produttive, gli operatori turistici, le associazioni culturali ed imprenditoriali – prosegue Rabboni – Questo è il traguardo che perseguiamo con i bandi per contributi a fondo perduto, con le convenzioni, con gli itinerari turistici e con il progetto di distretto biologico, con gli interventi di promozione e promo-commercializzazione e, non ultimo, con l’iniziativa “L’Appennino nel piatto”».


L’obiettivo è trasformare i ristoratori dell’Appennino in ambasciatori della biodiversità agricola ed alimentare dell’Appennino. Ovvero saldare gli uni agli altri per poter offrire al cliente e al turista qualcosa di unico e di irripetibile altrove. Il cartellone di eventi enogastronomici a cui hanno aderito 17 ristoratori, coinvolgendo 62 produttori dell’Appennino, che mi auguro trovi l’apprezzamento di consumatori e gourmet, come ha trovato il sostegno e l’apprezzamento di Slow Food Bologna, vuole essere, da questo punto di vista, un esempio ed un incoraggiamento a praticare ordinariamente l’alleanza tra ristoratori e produttori locali.”

La manifestazione aperta a tutti e l’offerta enogastronomica viene considerata anche in un’ottica di qualificazione turistica, favorendo la visibilità delle produzioni locali nei menù dei ristoranti scelti. Quindi: Vini dei Colli bolognesi ed imolesi, Parmigiano Reggiano di montagna, formaggi teneri locali, ricotte, formaggi di latte di capra, carni di suino Mora Romagnola, selvaggina, salumeria della tradizione montanara, succhi e trasformati di antica mela rosa romana, patate e orticole di montagna, tartufi, funghi, miele, castagne, marroni e farine biologiche di grani antichi.

Saranno coinvolti nella manifestazione 17 ristoranti (due dei quali segnalati dal presidio Slow Food con una lumaca) e 62 produttori di matterie prime di grande qualità locali.


Il Gruppo di Azione Locale BolognAppennino (GAL) riunisce rappresentanti delle organizzazioni comunitarie e del pubblico di tutto il territorio dell’Appennino Bolognese per guidare e gestire il programma LEADER – Misure 19 del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Emilia-Romagna. L’essenza del finanziamento LEADER è che il programma deve essere gestito a livello locale con l’ approccio “dal basso verso l’alto” . Prima dell’inizio del programma LEADER 2014 – 2020, il GAL gestiva il Programma europeo LEADER 2007 – 2013 e LEADER PLUS 2001 – 2006.

Conoscere il territorio anche attraverso le meno note tipicità!

Massimo Terracina

Giornalista dal 1987, si è sempre occupato di sport ('82-'98) e turismo (dal '92 ad oggi). Ha fatto esperienza sul campo lavorando in adv e to (gsa compagnia aerea) per poi passare alla stampa trade, consumer, online con anche esperienze televisive. La sua casa è il mondo e vorrebbe tornarci al più presto perché, questo, significherebbe la fine della pandemia.
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